PERSONAGGI

I PERSONAGGI

Alessandro Favaretto Rubelli

Alessandro Favaretto Rubelli (1931), attuale presidente della Rubelli e familiarmente conosciuto dai dipendenti come l’«Avvocato», entra in azienda nel 1955, a dieci anni dalla scomparsa di Dante Zeno. Giovane avvocato, il suo ingresso in azienda è fondamentale anzitutto per riportarne il controllo nell’alveo familiare; quindi, dopo un decennio di assestamento, per cominciare la grande avventura della conquista del mercato estero. Se infatti da sempre Rubelli aveva rapporti privilegiati con alcuni selezionati clienti di area germanica e anglosassone, dagli anni Settanta del Novecento l’intuito dell’Avvocato porta a intessere rapporti produttivi e aprire una serie di sedi aziendali e showroom in tutto il mondo: tra i tanti, Londra (primi anni Settanta), Parigi (1975), New York, Lione (1994), Dubai (1995).

È sotto la sua presidenza che la Rubelli acquisisce uno statuto internazionale: dal fatturato estero, che passa dal 12% all’attuale 80%, fino alla collaborazione con stilisti e artisti di caratura mondiale.

ANCR (Associazione nazionale combattenti e reduci)

Nata come ANC il 18 febbraio 1919 da una costola dell’ANMIG (Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra), che in una riunione di due anni prima ne aveva promosso la costituzione, fin dal 1923 – con il nuovo Statuto approvato in occasione del II congresso – assume una fisionomia del tutto apartitica e interamente volta a tutelare l’assistenza dei reduci.

Il rifiuto di partecipare nell’ottobre del 1924 alle celebrazioni della Marcia su Roma la pone in aperto conflitto con il regime fascista, che nel marzo 1925 ne scioglie gli organi centrali, affidando la direzione nazionale a un triumvirato di nomina governativa e le sezioni locali a commissari fascisti.

Nell’ottobre del 1946, dopo la fusione con l’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, modifica ulteriormente lo Statuto, assumendo in occasione del nuovo congresso del 1947 la denominazione attuale di Associazione nazionale combattenti e reduci (ANCR).

Dante Zeno Rubelli

Figlio del capostipite Lorenzo, Dante Zeno Rubelli (1878-1945) si affianca prestissimo al padre nella direzione dell’azienda, divenendone socio nel 1910 e conducendola attraverso le durezze di due guerre mondiali a una prima, forte espansione.

Spirito commerciale capace di intessere relazioni a tutti i livelli e di procurarsi commesse di grande prestigio, è infatti sotto la sua direzione che nascono le collaborazioni con la Casa Reale di Savoia e con diversi ministeri, oltre che con artisti del calibro di Umberto Bellotto e Guido Cadorin. E sempre alla sua guida si deve l’apertura delle prime filiali lungo tutto lo stivale: Trieste nel 1920; Firenze – dove dopo la disfatta di Caporetto (1917) viene trasferita l’intera azienda per circa tre anni e che dopo quel periodo resterà come filiale condotta dal fratello Italo Lorenzo e dalla di lui moglie Carolina Martini; Roma nel 1926, quindi Milano e – nel 1939 – Torino.

Ridotto in parte il suo impegno a seguito di un attacco di cuore, muore il 1° agosto 1945, lasciando per dieci anni l’azienda nelle mani dei collaboratori Rodolfo Zinelli e Secondo Martini. Sarà il nipote Alessandro Favaretto Rubelli a riportarne la conduzione in seno alla famiglia, ripercorrendo e rimarcando le orme del nonno.

Giovanni Giuriati

Giovanni Giuriati (1876-1970) fu un politico, presidente della Camera dei deputati e più volte ministro durante il ventennio fascista.

Volontario nella Prima guerra mondiale, dove è due volte decorato con medaglia d’argento, nel 1919 segue Gabriele D’Annunzio nell’impresa fiumana. Dopo il Trattato di Rapallo aderisce ai Fasci di combattimento, facendo una rapida ascesa nel Partito che nel decennio tra il 1925 e il 1934 lo porterà a ricoprire numerosi incarichi. Nel 1934 non si ricandida alla Camera e, benché nominato senatore, si defila di fatto dall’attività politica, tornando all’avvocatura. Richiesto di diventare nel 1943 Ministro degli Esteri della neonata Repubblica Sociale Italiana, rifiuta. La sua commistione con il regime lo porterà comunque a processo subito dopo la guerra; una volta assolto (1947), si trasferisce a Roma, lasciando del tutto ogni occupazione politica.

Italo Lorenzo Rubelli

Italo Lorenzo Rubelli, fratello di Dante Zeno e già maggiore di cavalleria, assume insieme alla moglie Carolina Martini la direzione della filiale di Firenze dal 1920 – quando l’azienda temporaneamente lì trasferita in seguito alla disfatta di Caporetto torna a Venezia – fino almeno al 1945. Esercita il medesimo ruolo direttivo anche sulla filiale di Roma, aperta nel 1926 e subordinata a quella fiorentina fino agli anni Quaranta inoltrati.

Tessitura Fumagalli

 

La Tessitura Fumagalli è presente nei registri Rubelli come fabbricante terzista tra il 1923 e il 1931. Spesso indicata come Fumagalli e talvolta come Carlo Fumagalli, non si hanno al momento notizie più chiare riguardo alla sede di produzione e al prosieguo dell’attività aziendale.

Tessitura Pizzi di Veduggio

Attiva almeno dal 1912 (anno del primo lavoro registrato per Rubelli) e a lungo condotta da Enea Pizzi, la tessitura è attiva almeno fino al 1961, quando secondo i dati del censimento contava ancora 21 dipendenti.

Umberto Bellotto

Umberto Bellotto (1882-1940) fu artigiano del ferro e del vetro, tra i primi a unire le due arti con risultati altissimi. Veneziano d’origine, inizia il suo apprendistato nella lavorazione del vetro presso le ditte Artisti Barovier e Fratelli Toso di Murano, collaborando fin dall’inizio del Novecento con numerosi maestri vetrai e architetti sia in case private che in edifici pubblici. Nel corso di queste lavorazioni, inventa assieme all’architetto Cesare Aurienti una tecnica per «connubi in ferro e vetro», che brevetta nel 1910.

La partecipazione a diverse edizioni della Biennale di Venezia (1914, 1920, 1922, 1924) e alla Triennale di Monza del 1925, oltre ad alcune personali tra cui quella del 1927 nella stessa città, gli valgono una fama sempre più ampia, in virtù della quale nel 1928 viene nominato dal ministro dei Lavori Pubblici Giovanni Giuriati decoratore ufficiale degli edifici pubblici della capitale.